Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, il caso Aquarius segna senza dubbio un cambio di rotta della politica italiana sulla gestione dei flussi migratori. L’attuale Governo ha dato al Paese intero un segnale chiaro di cambiamento

E’ questo è il primo passo del Governo del cambiamento. Quante volte abbiamo assistito, in questi anni, a vertici europei che parlavano di leale collaborazione, di solidarietà (per la gestione dell’immigrazione soprattutto), di una politica comune? Quante strette di mano, quante parole al vento, per fingere l’esistenza di un’Europa unita e solidale!

 

I cittadini italiani alle scorse elezioni hanno capito di essere stati presi in giro da Governi che si sono dimostrati incapaci di passare dalle parole ai fatti nei rapporti con l’Unione Europea, in particolare sul tema dell’immigrazione.

L’Italia è stata abbandonata ai suoi doveri; la frontiera europea ormai si è spostata a nord dell’Europa.

Qualcuno ha definito vomitevole l’azione politica di questo Governo e questo qualcuno, la Francia, è proprio quel Paese che ha chiuso le frontiere di Ventimiglia e che è responsabile del vergognoso fatto di Bardonecchia, quando le autorità francesi hanno chiuso le porte a una donna nigeriana incinta e malata, poi morta dopo il parto. Proprio quel Paese si è affrettato a smentire la disponibilità ad accogliere la nave Aquarius la scorsa mattina.

 

Noi non accettiamo lezioni di civiltà dalla Francia o da qualunque altro Paese, neanche dalla Spagna delle barriere di Ceuta e Melilla, e non accettiamo lezioni di umanità da forze politiche bocciate alle urne dagli elettori e che hanno ridotto questa Nazione allo stato attuale, specialmente in tema immigrazione.

 

La gestione incontrollata dei flussi migratori ha portato, negli ultimi quattro anni, a oltre 15.000 morti in mare e ci è costata miliardi e miliardi di euro: quanto accaduto non ha assolutamente nulla a che vedere con l’immigrazione che ho vissuto io. Bisogna essere chiari: l’unico modo per non far morire in mare queste persone è non farli partire attraverso quei tunnel della morte.

La criminalità organizzata nel Nord Africa continua a gestire la tratta degli esseri umani e noi non possiamo continuare né a gestire da soli questo fenomeno, né ad illudere, con il buonismo, migliaia e migliaia di giovani africani rispetto a un futuro in Italia che è difficile per i nostri stessi giovani.

 

Questo Governo, a differenza dei Governi precedenti, chiama l’Europa ai suoi doveri, svegliando la coscienza della comunità internazionale e chiedendo con i fatti e a gran voce che l’Italia non sia lasciata da sola ancora una volta: e, chissà perché, quando c’è qualcuno che chiede o decide di cambiare davvero le cose, tutti criticano senza avanzare mezza soluzione al problema.

Ministro Salvini, apprezziamo profondamente il suo equilibro, la sua saggezza, il suo coraggio e il buonsenso, con i quali ha iniziato finalmente a risolvere questo problema.

 

PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Iwobi.

 

IWOBI . Concludo dicendo che finalmente l’Italia ha un Governo che ha a cuore la sicurezza e il benessere del suo Popolo nel rispetto della dignità umana. Io non voglio essere complice del nuovo schiavismo moderno.

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