Sul caso EMA attendiamo che la Corte di Giustizia decida di sospendere la decisione favorevole alla sede di Amsterdam.
Nell’ambito del procedimento d’urgenza, è stato ben censurato lo sviamento di potere conseguente all’adozione di una procedura decisionale che ha di fatto svuotato il Parlamento Europeo delle sue prerogative di colegislatore, e la conseguente violazione dei principi di leale cooperazione, trasparenza ed equilibrio istituzionale.

È molto grave, però, che il Consiglio e la Commissione prenderanno posizione nel senso di negare le prerogative del Parlamento, unica espressione democratica dei popoli europei.

L’eventuale accoglimento della domanda di sospensione da parte della Corte, consentirebbe al Parlamento Europeo di esercitare pienamente le sue legittime competenze anche in relazione alla selezione della nuova sede dell’EMA. E ciò, anche nella prospettiva di assicurare da subito la necessaria trasparenza e certezza quanto alle caratteristiche della nuova sede, ai tempi e ai costi del trasferimento, ed un recovery plan necessario per garantire, anche mediante una possibile soluzione alternativa, la piena business continuity di EMA.

Tutto ciò rafforza la nostra battaglia contro l’illegittima decisione di privilegiare, rispetto alla candidatura di Milano, la sede di Amsterdam

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