Un indubbio successo mediatico, ma soprattutto un definitivo cambiamento di visione sull’attività delle navi delle ONG nel Mediterraneo: questo è il risultato della missione denominata “Defend Europe” e promossa dai volontari di “Generazione Identitaria” grazie al sostegno spontaneo di migliaia di piccoli finanziatori e all’impegno dell’equipaggio guidato da Gian Marco Concas.
A ripercorrere le tappe di questa missione è stata una vivace conferenza-stampa svoltasi nella sede di Bruxelles del Parlamento Europeo grazie all’interessamento dell’On. Mario Borghezio, che ha dato corpo ad una vera e propria opera di contro-informazione nel cuore stesso del sistema europeo, come testimonia l’eloquenza del titolo dell’iniziativa, “Immigration in the Mediterranean Sea: alternative information”.
Molti sono stati negli ultimi anni – e sempre crescenti – i dubbi sulle reali intenzioni umanitarie di certe ONG coinvolte nella gestione dei flussi migratori, sull’opacità dei finanziamenti e sulla piena liceità degli interventi delle suddette: in questo senso si sono rivelati fondamentali nello smontare la vulgata dei “profughi in fuga dalla guerra” e nell’individuare le gravi responsabilità delle ONG il libro di Mario Giordano “Profugopoli” e i video del coraggioso blogger Luca Donadel, ma è stata soprattutto la coraggiosa missione della nave C-Star di Defend Europe nell’estate del 2017 a mostrare al mondo la situazione reale.
L’obiettivo, come ha ricordato Concas, non era e non è mai stato quello di negare il soccorso a chi si trovava in difficoltà in mare, ma nel documentare compiutamente un sistema che si alimenta alle spalle del tragico viaggio delle carrette del mare. La C-Star ha dunque rispettato pienamente le convenzioni marittime, ma ha anche e soprattutto messo a nudo il comportamento dei trafficanti che abbandonavano i gommoni al limite delle acque territoriali libiche o poco oltre, consapevoli che le imbarcazioni delle ONG – con il trasponder spento in sfregio alle regole di navigazione, ma con le luci ben accese per farsi individuare – sarebbero intervenute per accogliere il loro carico di disperati e portarli, non già nei porti più vicini della Libia o della Tunisia o di Malta, ma presso un sicuro e remunerativo approdo in Italia.
Quella missione ha dunque avuto l’altissimo merito di confutare la narrazione dei media mainstream e di dare ulteriore conferma alle indagini del coraggioso Procuratore Capo di Catania, Carmelo Zuccaro.
Dopo la missione nel Mediterraneo, Generazione Identitaria ha rinnovato il proprio impegno anche sulle Alpi, con un presidio organizzato sul confine franco-italiano presso il Colle della Scala, vicino a Briançon, dove spesso, anche nei mesi freddi, si verificano attraversamenti di clandestini. I ragazzi di ‘DEFEND EUROPE’ hanno posto simbolicamente delle reti sul versante nevoso per ribadire l’importanza dei confini ed un enorme striscione in inglese, che diceva «Frontiera chiusa, non farai dell’Europa la tua casa, ritorna nel tuo paese!».
Un gesto che ha avuto l’indubbio merito di ricordare come, nell’Europa di Schengen, non vada abbassata la guardia contro l’immigrazione clandestina.
Marco Tognini

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